XXVIII Campionato del Mondo di Othello

dal 13 al 15 Novembre 2004

Federazione Nazionale Gioco Othello - Londra -UK-


Vincitore:
Ben Seeley



Formula:
13 turni + semifinali e finali

Londra, 15 novembre 2004. Simile, troppo simile a quello dell’anno scorso il risultato dei XXVIII Campionati del Mondo di Othello. Troppo simile per non convincersi che l’americano Ben Seeley ha una marcia in più e che non sarà facile scalzarlo dal gradino più alto del podio. Anche se per Ben è ancora lontana la fantastica serie di sei vittorie del giapponese Hideshi Tamenori, le premesse sono ottime.
Noi italiani puntavamo a ben figurare come squadra e ad essere pronti ad approfittare della defaillance di qualcuno dei favoriti. L'assenza forzata di Andrea Silvola ci privava di un compagno in grado di navigare nelle parti alte della classifica ma Pierluigi Stanzione, che lo sostituiva, non era da meno dal punto di vista della motivazione.
Il torneo vedeva affrontarsi 62 giocatori di 24 nazioni oltre a moltissimi arbitri e accompagnatori che tutti insieme si affollano nelle sale del lussuoso Selfridge Hotel, adiacente ai notissimi magazzini omonimi di Oxford Street.
Al termine del primo giorno Seeley, Suekuni, Rose e Tamenori guidano con sicurezza il lotto dei partecipanti. Alle loro spalle nessuno sembra realmente in grado di insidiarli. Non molte le sorprese nelle prime partite della seconda giornata. Bello il pareggio di Roberto Sperandio e Makoto Suekuni, all’undicesimo turno e preziose per la mia classifica le vittorie con i padroni di casa Leader e Brightwell. A due partite dalla fine la classifica sembra destinata a ricalcare quella del primo giorno, ma accade l’imprevedibile: il tedesco Andreas Hoehne batte in successione Tamenori e Rose e riesce a entrare in semifinale a scapito dello stesso Tamenori, sei volte Campione del Mondo. Il torneo finisce qui per 58 dei 62 partecipanti. Per quanto ci riguarda, io e Roberto abbiamo raggranellato 8 punti e mezzo e siamo stati in corsa per la semifinale per buona parte della seconda giornata. Prestazione non brutta in assoluto, ma comunque insufficiente per essere tra i primi quattro. Roberto ha ripetuto il punteggio dell'anno scorso mostrando una regolarità che pochissimi giocatori al mondo possono vantare. Lo conferma la classifica europea che vede i migliori italiani, primi in Europa, alle spalle di americani e giapponesi. Pierluigi, che ha finito con 5 punti e mezzo, ha iniziato positivamente per poi gradualmente esaurire la carica agonistica: il mondiale richiede una preparazione tecnica, mentale e fisica che, probabilmente a causa della recente laurea, non ha avuto modo di svolgere al meglio.
Dopo una notte di intensa preparazione i quattro semifinalisti si ritrovano il giorno dopo per una serie di partite che si riveleranno a senso unico. Seeley si sbarazza di Hoehne con il classico 2 a 0 e altrettanto fa Suekuni con Rose. Nei 13 turni preliminari Ben aveva perso solo con Suekuni e Rose (anche se non ho ancora capito come abbia fatto Feldborg a perdere una partita già vinta), Makoto ha perso con Tamenori e Voracek e ha pareggiato con Nicolet e Sperandio. Ben si presenta quindi con un percorso migliore alla finale che si trasforma nella rivincita di quella dello scorso anno. L’epilogo segue una trama già nota: Suekuni esce dalla linea migliore in apertura (per portare Seeley in terreno sconosciuto), l’americano non si lascia sorprendere e, giocando una lunga serie di mosse perfette, non offre mai al suo avversario la possibilità di recuperare. Suekuni, con il Nero, ha preferito proseguire con la tigre centrale mentre Seeley si è orientato sulla tigre diagonale. Nel complesso, una finale senza eccessive emozioni, almeno per chi aveva la possibilità di seguire le partite con l'ausilio dei programmi. A fine torneo Suekuni ha detto: "Io gioco come Zebra senza libreria di apertura, Ben gioca come Zebra con la libreria di aperture". E' vero. Ma è anche vero che Makoto continua a uscire volontariamente dalle linee migliori, strategia che il giapponese può utilmente adottare con quasi tutti ma non con Seeley.

Donato Barnaba



Torna ai Risultati

Torna all'Home Page