XXXIII Campionato del mondo di Othello

dal 5 al 7 Novembre 2009

Hotel Express By Holiday Inn: Akkerhage 2 - Gand -B-


Vincitore:
Yusuke Takanashi



Formula:
13 turni + semifinali e finali

I giapponesi hanno ribadito una verità indubitabile: la distanza tra loro e il resto del mondo in termini di quantità di giocatori e di qualità del gioco è ancora elevata.
Se anche volessimo sommare i punti dei tre migliori giocatori non giapponesi saremmo ancora al di sotto di quelli ottenuti dai tre nipponici Makoto Suekuni (già campione del mondo nel 1997), Masaki Takizawa (già campione del mondo nel 1994) e Yusuke Takanashi (giovanissimo, di cui sentiremo ancora parlare).
Tre generazioni di campioni che si ritrovano insieme in cima alla classifica.

L'Italia scende da entrambi i podi sui quali era salita l'anno con la splendida vittoria di Michele e il secondo posto a squadre e lo fa con una tattica opposta rispetto a quella dell'anno scorso: la cosiddetta "tattica del sottomarino", che per poco non ha portato comunque buoni risultati. La tattica, applicata ovviamente in maniera involontaria, prevede di perdere le prime partite e avvantaggiarsi successivamente del fatto di incontrare avversari piu' deboli.

Francesco Marconi e' il campione italiano in carica ed era 21-esimo nel ranking mondiali dei partecipanti. Ha concluso al 31-esimo posto con 7 punti (3 su 7 il primo giorno e 4 su 6 il secondo). Ha perso l'ultimo turno contro un giocatore polacco (scontro diretto per la classifica a squadre). Non ha battuto nessun giocatore al di sopra del 30-esimo posto e non ha giocato contro nessun giocatore al di sopra del decimo posto.

Alessandro Di Mattei era 18-esimo nel ranking mondiale dei partecipanti. Ha concluso al 14-esimo posto con 8 punti equamente divisi tra primo e secondo giorno. Ha vinto l'ultima partita. Ha giocato e ha perso contro Berg e Van Den Biggelaar che erano in lotta per le semifinali. La miglior vittoria è stata quella contro il polacco Pęczkowski, 13-esimo.

Michele Borassi era il campione del mondo in carica e ha chiuso 11-esimo con 8.5 punti di ben 5 ottenuti il secondo giorno. Ha vinto l'ultima partita. Ha incontrato Takizawa e Takanashi con i quali ha perso e Berg con il quale ha pareggiato. La miglior vittoria è stata quella contro l'americano Randy Fang, 17-esimo.

Insomma un torneo privo di qualche vittoria di spicco che avrebbe elevato il morale dei giocatori spingendoli a risultati piu' importanti.

Alessandro Di Mattei e' stato comunque autore di uno dei migliori esordi al mondiale per un giocatore italiano, e di questo gli va dato atto.
Per aspirare a traguardi piu' importanti, in Italia e all'estero, dovrebbe imparare ad allenarsi meglio e superare la sudditanza psicologica nei confronti di alcuni giocatori.

Francesco lo conosciamo, difficile chiedergli di allenarsi in maniera scientifica anche se lui è consapevole che senza un allenamento ben fatto oggi non si ottiene nessun risultato. E' un cavallo di razza e pertanto soffre di alti e bassi. Ma uno che si fa 3.000 km in macchina, insieme ad Alessandro, per andare a giocare l'ennesimo mondiale e' comunque un esempio per tutti noi.

Il Michele di quest'anno non era quello dell'anno scorso. Nel 2008 ha giocato e vinte decine di tornei in tutta europa, si e' allenato per centinaia di ore, ha avuto quel pizzico di fortuna che aiuta i campioni in pochi, determinanti episodi. Quest'anno l'universita' gli ha tolto molto tempo libero e lo ha avvicinato alla maggior parte dei giocatori. Resta l'enorme lavoro fatto in passato che gli consente comunque di giocare ad altissimo livello.

In un certo senso è meglio cosi': l'Othello non è uno sport professionistico e il suo fascino risiede anche nel fatto di essere vissuto come hobby. Tra un giocatore che irrompe sulla scena, vince tutto per alcuni anni e poi smette di giocare (chiamiamoli Christmas Star), e un altro che gioca con continuita' per molti anni, io preferisco il secondo. Non credo comunque che sia il caso di Michele.

La mossa che avrebbe potuto cambiare in meglio il suo mondiale è la 43-esima della sua partita contro Takanashi (in allegato).
43.h2 è una mossa difficile da trovare perche' in se stessa non sembra buona ma e' funzionale al controllo della diagonale c3-f6 (dopo 43.h2-h1-g1) o al taglio della diagonale g2-b7 (dopo 43.h2-g2-h7-a7-b1). In alternativa Michele ha scelto 43.a7 che cede troppo pedine stabili.

Comunque grazie a tutti e scusate qualche piccola critica, il fatto e' che ci siamo abituati troppo bene :-)

Donato Barnaba



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