GPE Parigi 1986 (quarta tappa) (European Grand Prix)

30 e 31 Agosto 1986

Francia 1986 - Parigi -F-


Vincitore:
David Shaman



Formula:
10 turni + finale

Tratto da Othello News Anno II n.4 Novembre 1986

Parigi, finalmente! dopo sedici ore di viaggio eccoci giunti nella capitale francese, sede della torre Eiffel, della Gioconda, di Notre Dame, di una rete metropolitana che ricorda quella tranviaria di Roma... di un torneo internazionale di Othello.
Insieme al sottoscritto ci sono: (in ordine di apparizione) Bruno Militello, Augusto Brusca, Paolo Ghirardato; questa sembra essere la truppa italiana che il giorno successivo deve difendere l'onore italiano al torneo.
"Bene", penrso "ecco il momento di mettere in pratica il francese che ho imparato a scuola", ed infatti le ordinazioni al bar le lascio fare a Paolo, che in teoria dovrebbe conoscere solo qualche parola, mentre io mi ritrovo a parlare in tutte le lingue di questo mondo, esclusa quella locale.
Il giro turistico è d'obbligo, così mentre Paolo coltiva la sua passione per i dischi girando tutti i negozi dei dintorni, noi ci muoviamo verso il centro storico. Ma facciamo appena in tempo a visitare la torre Eiffel neo che è già tempo di tornare.
Il luogo del torneo è la splendida sala panoramica al trentaquattresimo piano dell'Hotel Concorde La Fayette. Al momento del nostro arrivo sono già presenti i più bei nomi dell'Othello europeo ed americano: Rose, Shaman appena tornato dal Giappone, Ralle, Puget, Leader, per citarne qualcuno. Mancano i giapponesi, ma non si può certo biasimarli: venire fin dall'altra parte del mondo per giocare in un torneo di così basso livello!
Così passiamo qualche minuto tra chiacchierate e presentazioni completamente inconsapevoli di quanto stava per accadere: quando sembrava che tutto fosse pronto per cominciare, un attimo prima della chiusura delle iscrizioni, tra tutte le sorprese stava arrivando quella più grossa, e da chi se non dall'elemento più rappresentativo della nostra federazione? Dopo una rocambolesca partenza da Roma con mezzi di fortuna, aiutato da non si sa quanti santi e con il fiato ancora corto per la lunga corsa, sulla porta d'ingresso si stampa la figura del presidentissimo LUIGI PUZZO che tenta una prima spiegazione ai presenti con alcuni gesti e qualche monosillabo in dialetto romanesco, spesso interrotti da lunghi e profondi respiri.
Ora ci sono veramente tutti!
Come prevede il regolamento, per i primi 3 turni non possono incontrarsi tra loro giocatori della stessa nazione (eccezion fatta per i francesi che essendo da soli quasi metà degli iscritti rendevano inattuabile la regola).
Così mentre io debbo incontrarmi con l'inglese Smith, a Paolo tocca il francese Juhem, ad Augusto il danese Vallund, ed a Bruno un altro indigeno, Andriani. Ma senza pietà il turno più difficile spetta proprio al povero presidente che deve giocare con l'americano Rose; negli ultimi due incontri sono proprio gli stranieri a prevalere. Il primo turno si conclude con due sorprese, Tastet che si impone su Ralle e Brightwell che vince su Puget.
Al secondo turno è Ghirardato che deve confrontarsi con Rose, ma gli unici italiani che riescono a vincere sono Brusca e Puzzo.
Dopo quattro turni i pronostici sembrano essere abbastanza rispettati con Shaman e Leader a condurre con quattro vittorie, seguiti da Ghirardato, Rose, Ralle, Lysons e Bracchi, mentre tra gli italiani, io sono a 2,5 punti precedendo Puzzo e Brusca a 2, con Bruno ancora al palo. In grosse difficoltà appare Puget con un solo punto.
Nella quinta partita Shaman batte Leader e passa a condurre da solo, mentre Militello conquista la sua prima vittoria sull'americano Greenberg. Nello scontro diretto il presidente si impone su un Brusca forse troppo demotivato già dall'inizio della partita.
La prima giornata di gara ha termine dopo 7 turni. Shaman continuando la sua inarrestabile corsa, si trova primo a punteggio pieno, con i secondi in classifica (Ghirardato, Rose, Bhagat, Bracchi, Ralle e Brightwell) distanziati di ben due punti. Io mi trovo mezzo punto sotto di essi, quindi seguono: Brusca a 4 punti, Puzzo a 3 e Militello a 1.
La serata non è certo delle più eccitanti, la passiamo soprattutto in camera a commentare l'andamento del torneo e i nostri prossimi incontri.
Una nottata di riposo fa bene agli italiani che il giorno dopo vincono tutte le partite dell'ottavo turno ad eccezione di Paolo scontratosi con Shaman.
Al successivo turno Shaman batte il connazionale Rose e conquista matematicamente l'accesso alla finale, mentre Brusca si fa sorprendere da Braschi, lo spauracchio degli italiani (ha vinto 3 partite su tre). Così grazie anche a qualche altro risultato favorevole sono secondo e devo incontrare Shaman, ma ben presto mi accorgo che non è ancora appagato come speravo, e grazie anche a 3 miei errori consecutivi in apertura perdo abbastanza nettamente, vedendo così svanire le speranze di arrivare in finale.
All'ultimo turno i candidati alla finale restano Rose e Ghirardato che devono affrontarsi tra loro, più il sorprendente Brightwell che incontra Shaman. La sconfitta a sorpresa di quest'ultimo qualifica proprio l'inglese grazie ad una migliore differenza pedine rispetto a Rose, vincitore di stretta misura su Paolo. L'ultimo turno si conclude con le sole vittorie italiane di Militello e del presidente ai danni di chi scrive.
Così con un po' di rammarico per non aver portato un nostro rappresentante in zona coppe, nel pomeriggio assistiamo alla finale che si svolge su 3 partite.
Dopo la vittoria dell'americano nella prima partita per 35 a 29, sembra che per Brightwell non ci siano più possibilità; ma nel secondo incontro Shaman commette un grave errore sottovalutando l'avversario e giocando l'apertura diagonale invece che della perpendicolare che conosce meglio, Brightwell riesce allora a strappare una vittoria (34-30).
La terza partita viene così vissuta con un'emozionante attesa da entrambi i contendenti. Ma grazie ad una buona partita l'inglese riesce a portarsi in vantaggio e Shamn deve fare 2 splendide invenzioni per conservare ancora la possibilità di vittoria. La tensione diventa tale che lo stesso Shaman si alza in piedi (ma il regolamento non dovrebbe vietarlo?) e inizia una danza pseudo-mistico-propiziatoria al ritmo delle varianti che calcola. Potrebbe anche vincere se non fosse che nel finale vuole strafare e regala un pareggio al contendente, assicurandosi comunque il primo posto (che però ai fin del Gran Prix è stato considerato solo a parimerito con l'ingese, non si sa per quale reale motivo).
Più tardi oltre alla premiazione di questo torneo assistiamo anche alla premiazione per il Grand Prix europeo in cui si aggiudica il primo posto Imre Leader che precede di un nulla Puget. Da notare il buon piazzamento degli italiani (tra cui spicca l'ottimo quarto posto di Puzzo a livello europeo) malgrado la nostra partecipazione a soli due dei 4 tornei programmati, a conferma che il secondo posto di Ghirardato ai mondiali di Atene non è stato casuale.

Francesco Marconi

Per vedere la classifica finale del GPE 1986 clicca qui.
Per la cronaca delle altre tappe:
Milano, Italia (7 e 8 Dicembre 1985)
Cambridge, Inghilterra (8 e 9 Febbraio 1986)
Copenhagen, Danimarca (19 e 20 Aprile 1986)



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