Strategia dell'evaporazione Difficoltà: facile
di Mauro Perotti

La volta precedente abbiamo trattato l'ottimizzazione della mobilità indicandola come uno tra i più validi principi ispiratori per un'efficace condotta di gioco. In questo numero illustreremo una delle tecniche che maggiormente realizzano la massimizzazione della mobilità. Si tratta di una strategia di gioco sulla quale concordano la maggior parte degli esperti: la strategia dell'evaporazione. Essi affermqano che è più facile avere il controllo del gioco disponendo di un minor numero di pedine di quello dell'avversario. Cerchiamo di comprendere l'idea che è alla base di questo importantissimo principio. Noi sappiamo che per effettuare legalmente una determinata mossa, è necessario il verificarsi di due condizioni: -la presenza di una pedina (pedina A) dell'avversario su una casella attigua a quella dove vogliamo muovere e
-la presenza di una nostra pedina (pedina B) di sponda lungo la congiungente le pedine A e B.
Il non verificarsi di una soltanto delle due precedenti condizioni, rendeillegale la mossa di cui sopra. Per intenderci consideriamo il diagramma 1.
Il nero può muovere, ad esempio, in G3 in quanto esiste la pedina bianca in F3 e la propria pedina di sponda in D3. Analogamente il bianco può muovere in D2 in quanto dispone di una pedina di sponda in D6 ed in quanto esiste la pedina nera posizionata in D3. Cerchiamo ora di capire il perchè avere poche pedine a disposizione limita la mobilità dell'avversario. Abbiamo detto che la condizione necessaria (ma non sufficente) affinchè il nostro avversario possa effettuare una nossa è la presenza di una nostra pedina sulla quale egli possa appoggiarsi. Se le nostre pedine sulla scacchiera sono poche, il nostro avversario avrà poche mosse a sua disposizione. E le sue mosse saranno ancor più limitate se una buona percentuale delle nostre pedine saranno centrali. Approfondiamo il concetto di pedina periferica (o perimetrale) e pedina centrale. Osserviamo ancora il digramma 1. Le pedine nere in E4, D4, C4 e la pedina bianca in C6 si definiscono pedine centrali in quando ognuna di esse non offre appoggi all'avversario. Le restanti pedine del diag. 1, invece, sono tutte periferiche. E' evidente, quindi, che l'incremento delle nostre pedinecentrali non costituisce motivo di altrettanto incremento della mobilità del nostro avversario.
A tal scopo definiamo mossa ideale quella mossa che capovolge solo dischi interni. Nel diagramma 2 possiamo osservare che il Bianco dispone di una mossa ideale in D2. Giocando in quella posizione, infatti, il bianco capovolge solo la pedina nera in E3 che diviene così centrale.
Naturalmente ci sono casi in cui anche una mossa ideale non è certo consigliabile. E' ancora la volta del diagramma 2 in cui il nero dispone della mossa ideale in H4. Lasciamo al lettore ogni commento in proposito. Se la mossa ideale rappresenta ciò che di meglio si possa fare dal punto di vista dell'ottimizzazione della mobilità, il muro è certamente ciò che di peggio si possa fare in tal senso. Si definisce muro un'area di pedine periferiche lungo una parte della scacchiera (che non sia uno dei bordi) aventi tutte lo stesso colore. Genralmente è estremamente sconsigliabile formare muri. Se il proprio avversario dovesse formarne uno, sarà opportuno non romperlo a meno che non ci siano altre mosse possibili.
Osserviamo ora il diagramma 3 e consideriamo i diversi effetti delle osse del nero in B5 ed in B6. La mossa in B6 forma un muro nero sulla riga 6 che limiterà molto la mobilità di quest'ultimo aprendo, contemporaneamente, molti accessi per il bianco. Si tratta certamente di una mossa che il nero deve ad ogni costo evitare. La mossa in B5, invece, ribalta lo stesso numero di pedine ma, a differenza del caso precedente, si tratta di dischi tutti interni che, ad esclusione di B6, non aprono al bianco ulteriori accessi.
Concludiamo l'argomento avvertendo il lettore che la strategia dell'evaporazione è una tecnica di gioco indubbiamente molto efficace ma certamente non la sola. Ci sono tecniche, ad esempio, che sfuggono completametne alla logica dell'evaporazione (come le tecniche di checkerboarding) e sulle quali ci soffermeremo in un secondo tempo. Per ora ci basti sapere che una condotta di gioco ispirata alla strategia dell'evaporazione è senza dubbio quella che più facilmente può essere messa in atto e comunque costituisce, a nostro avviso, il primo gradino della lunga e ripida scala della teoria del gioco dell'Othello.
TOP
English by Altavista

Benvenuto! Qui troverai informazioni sul gioco dell'Othello, conosciuto anche come Reversi: a partire dalle regole e dai principi basilari per arrivare alle strategie più avanzate. Troverai anche il calendario delle iniziative che organizziamo per conoscerci di persona a trascorrere qualche ora in compagnia giocando insieme a Othello: un gioco che ti appassionerà come migliaia di altri giocatori in tutto il mondo.



Gioca dal vivo a
Genova, Milano,
Padova, Roma.


Gioca online su
Kurnik

www.playok.com
www.itsyourturn.com
www.littlegolem.net


Gioca contro il computer
WZebra
Cyrano (applet Java)
Happy End (finali)
Google

Cerca nel sito
Cerca nel web