Pedine stabili ed importanza degli angoli Difficoltà: molto facile
di Mauro Perotti

Spesso mi chiedono qual'è la molla che spinge a cimentarsi nel gioco dell'Othello. Le ragioni sono molteplice: alcuni giocano per passare il tempo, altri per riposare la mente dando un diverso corso ai propri pensieri; ma ben presto, come in qualsiasi gioco di strategia, a tutte queste motivazioni si aggiunge il godimento estetico.
E' con piacere, quindi, che oltre a giocare con accanimento ad Othello, mi accingo ad introdurre questa serie di articoli tratti da alcuni miei appunti sull'argomento.
In questo e nei numeri che seguiranno affronteremo i concetti ed i principi che sono alla base della moderna strategia del gioco dell'Othello.
Si tratta di considerazioni teoriche e nozioni tattiche accettate ormai universalmente da tutti i più grandi maestri di questo gioco. Durante il nostro "viaggio", inoltre, tenteremo di smitizzare tutti quei "falsi concetti" a cui il principiante è fedele, dimostrandone l'inconsistenza e l'inefficacia.
D'altronde le ideee che sono alla base di una corretta strategia non sono cos intuitive come si potrebbe pensare. Ed è per questo che si è cercato di esporle nel modo più semplice e lineare possibile arricchendole di diagrammi via via più complessi.

Diagramma 1 Sappiamo tutti che l'obiettivo principale del gioco dell'Othello è quello di concludere la partita totalizzando un numero di pedine maggiore di quello dell'avversario. Ma ciò che rappresenta un traguardo finale non è detto che debba essere considerato una linea di condotta valida per tutte le partite. Molti giocatori principianti, infatti, scelgono ad ogni turno la mossa che gli permette di ribaltare il maggior numero di pedine. Si può dimostrare che tale modo di condurre il gioco non è certamente una strategia ottimale. Vediamo un esempio.Il diagramma 1 mostra la situazione di una partita dopo 56 mosse. E' il turno del Nero (ma anche se fosse stato il turno del Bianco, questi sarebbe stato costretto a passare non avendo mosse disponibili). Nonostante il Bianco abbia un numero di pedine esageratamente superiore a quelle del Nero, è facile vedere che sarà proprio questi a compiere le ultime quattro mosse ed a vincere la partita per 40-24 (come mostra il diagramma 2).
Diagramma 2 Perchè il Nero ha vinto nonostante la sua apparente inferiorità? Le pedine guadagnate dal Bianco (nel diagramma 1) soo ancora ribaltabili e quindi, instabili. E' evidente allora che l'obiettivo immediato non deve essere quello di catturare ad ogni turno il numero più alto di pedine ma di catturare pedine stabili ossia pedine che non potranno più essere capovolte.
Come vedremo in seguito, la complicazione di questa semplice verità sta nel fatto che le pedine stabili non potranno che essere conquistate verso la fine della partita (almeno nella stragrande maggioranza dei casi).
Un altro concetto fondamentale che tutti i giocatori prima o poi acquisiscono, è l'importanza delle quattro caselle d'angolo.
E' facile vedere, infatti, che una pedina poggiata su una casella d'angolo non potrà più essere ribaltata e quindi è per definizione una pedina stabile. Non solo! Tutte le pedine che si riesce ad addossare ad una pedina d'angolo divengono anch'esse stabili.Nel diagramma 3, ad esempio, quando il Nero muove in H8, tutte le pedine che si trovano in F6 sulle colonne G ed H e sulle righe 7 e 8, divengono pedine stabili (vedi anche il diagramma 4).
Diagramma 3 Diagramma 4

Diagramma 5A questo punto dobbiamo aprire una breve ma necessari parentesi. Il diagramma 5 illustra la notazione simbolica di riferimento introdotta per la prima volta da uno dei primi teorici di questo gioco: Goro Hasegawa. Da ora in avanti, ci riferiremo alle varie caselle della scacchiera dell'Othello rispettando questa notazione.
Riprendiamo ora il nostro discorso. La difesa più elementare che il giocatore deve adottare per non cedere facilmente angoli al proprio avversario è, naturalmente, quella di non giocare in caselle adiacenti all'angolo ossia caselle di tipo C ed X. Osserviamo ad esempio il diagramma 6. Il Bianco ha giocato in una casella di tipo X (G7). Ora il Nero ha un inalienabile accesso all'angolo H8 e questo vantaggio che ha acquistato gli potrebbe consentire di vincere la partita.
Diagramma 6 Problemi analoghi nascono con l'occupazione di caselle di tipo C: sebbene ciò non garantisca un accesso immediato all'angolo. Abbiamo parlato dell'importanza strategica dell'angolo ma debbo puntualizzare che essa non è comunque assoluta: alla fine del gioco, per esempio, la presa di un angolo può essere molto meno importante che all'inizio della partita. Ci sono stati incontri (e non pochi) che sono stati risolti favorevolmente per il giocatore che non possedeva neanche un angolo. Le attuali strategia adottate dai giocatori più esperti (primi tra tutti i giapponesi), infatti, sono tutte improntate al sacrificio degli angoli; ma questo è un discorso un po' troppo complesso per ora e rischia di confondere le idee. Diciamo quindi che la conquista degli angoli è importante anche se non decisiva e necessaria.
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