A cura del Comitato regionale della Liguria della Federazione Nazionale Gioco Othello di Beppi Menozzi
Per chi è interessato ad approfondire la teoria del gioco dell'Othello mi appresto qui a scrivere qualche regola un po' più precisa e complessa di quelle 3 fondamentali (pedine stabili, mosse ideali, sbilanciamenti) che sono contenute nel corso base.
Credo che non inserirò in questo corso, incredibile, neppure un diagramma. Voglio infatti parlare del modo di pensare e della strategia generica dell'Othello e non è necessario quindi esplicarla con esempi. Sarà forse arduo, ma può essere che stia inaugurando uno nuovo filone della pedagogia…?
Mi piacerebbe iniziare, per l'appunto, da una dissertazione sulla mente umana.
MECCANIZZARE IL PROPRIO PENSIERO, ovvero come utilizzare le proprie risorse mentali al 100% e raddoppiare il proprio valore.
La mente umana non è adatta a risolvere problemi matematici e meccanici come una posizione di Othello: essa è un grandissimo motore in grado di adattarsi a qualsiasi problema trovando approssimazioni molto vicine alla soluzione reale, ma Othello è troppo diverso dai problemi per cui essa è stata costruita per essere risolto senza un po' di aiuto.
Ecco di cosa soffriranno le vostre partite se giocherete senza criterio, lasciando alla vostra mente il solo compito di utilizzare le conoscenze ed esperienze come meglio crede:
Non giocherete mosse valide perché non le avrete viste (che dramma mordersi le dita per non aver visto una mossa!)
Non impedirete all'avversario di giocare mosse valide o addirittura gliele concederete.
Sarete spesso indecisi fra più mosse, e occupare il vostro preziosissimo tempo non vi farà in alcuna maniera chiarezza: resterete sempre nello stesso amletico dubbio: quale fare?
Finirete spesso con poco tempo pur non avendo valutato la partita veramente in profondità.
Adesso dovete ammettere che è vero!
Già il fatto di riconoscere e catalogare i difetti è un enorme passo avanti verso la loro risoluzione, ma vediamo di capire qual è la vera radice del problema.
Questi difetti nel gioco sono dovuti alla dispersione di energie di una mente lasciata a vagare senza briglie. Non basta conoscere bene la teoria per giocare bene (in qualsiasi gioco ed attività), ma bisogna anche applicarla con un motore al massimo dell'efficienza, ovvero in forma, e dedicato al 100% all'analisi del gioco.
Non è solo questione di concentrazione, occhio, ma di meccanizzazione del pensiero: è un po' come avere una macchina veloce e non saper prendere le curve facendosi battere in gara da auto più lente.
Personalmente credo di aver ottenuto, a suo tempo, un notevole salto di qualità nel mio livello di gioco, pur senza imparare niente, quando ho capito che perdevo per via di disordini mentali nell'analisi. Ancora adesso non mi posso permettere di lasciare autonoma la mia mente per lunghe parti della partita, pena un terribile calo del livello di gioco!
Come nel documento precedente, ritengo che sia finito il momento delle chiacchiere e che ogni lettore sia interessato solo alle conclusioni. Per questo cercherò ora di dare alcune regole fondamentali e minime, da rispettare sempre, e rigorosamente nell'ordine specificato, per ottenere di più dalla propria mente senza per questo pensare (e stancarsi) di più o imparare nuove teorie. Naturalmente ognuno è poi padrone di adattare le regole al proprio cervello, e di trarre le conclusioni su come simile esercizio di autocontrollo possa riflettersi nella vita e nel lavoro.
Benvenuto! Qui troverai
informazioni sul gioco dell'Othello, conosciuto anche come Reversi: a partire
dalle regole e dai principi basilari per arrivare alle strategie più
avanzate. Troverai anche il calendario delle iniziative che organizziamo per
conoscerci di persona a trascorrere qualche ora in compagnia giocando insieme
a Othello: un gioco che ti appassionerà come migliaia di altri giocatori
in tutto il mondo.